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La Battaglia del Metauro

 

 

In tutti i secoli molti studiosi hanno trattato l'ancora irrisolto enigma sul luogo dove è avvenuta la battaglia del Metauro tra l'esercito Cartaginese di Asdrubale, che veniva in soccorso del fratello Annibale, e quello Romano comandato dai consoli Claudio Nerone e Livio Salinatore.   Qui si fa riferimento agli studi fatti dal Prof. Rossi D. Gherardo e pubblicati nel 1942, il quale sostiene che "IL MONTE DEI ROSSI FU TEATRO DELLA BATTAGLIA DEL METAURO" (Questo monte si trova sulla riva destra del Metauro e fa parte del territorio del Comune di Montemaggiore). Questa  è una delle tante tesi che sono state elaborate su questo evento; altri studiosi hanno sostenuto teorie diverse.   Chi volesse contribuire al dibattito  può contattarci. Saremo lieti di ospitare nuove idee su questo sito.

Qui di seguito è riportata l'intera pubblicazione.

Le classiche testimonianze degli storici antichi, i ducumenti del sottosuolo e il consenso di supreme autorità hanno definita la zona della battaglia al guado di Serrungarina, come è scritto nella sal delle carte geografiche in Vaticano: <<Urbini Ducatus - S. Longarino ghello - C. Claudius Nero - Hasdrubale ucciso - qunquaginta sex M. M. hostium Carthaginientium interfecit. A. ab U. C. DXLV>>.            Al guado di Serrungarina è avvenuto il massacro dei Cartaginesi, ma lo scontro è avvenuto sopra un colle sopra le ripe del Metauro. Per individuare questo colle è necessario stabilire la località dove gli eserciti in lotta prima dello scontro erano accampati; l'ora nella quale si sono mossi dagli accampamenti e il tempo consumato per gliungere al colle del combattimento. La battaglia del Metauro è stata detta dagli antichi "Senense" perchè combattuta in territorio di Senigallia. << Ad Senam Piceni civitatem et Metaurum flumen>>. (Flavio - Brev. His. Rom. l - 3 pag. 25). <<Ad Senam maritimam urbem>>. (Gio. Stadio, Com. I in Iulii Flori). <<Apud Senam>> (Appiano e Cicerone chiamano questo battaglia <<Senensi proelio>> (Brutus 10 - 13). Quindi solo in teritorio di Senigallia, tra Senigallia e il Metauro si può trovare il colle. gli eserciti erano accampati presso Senigallia <<Ad Senam castra alterius consulis erant et quingentos ferme inde passus Hasdubal aberat>>. (T. Livio,   l. 27 c. 46). Un fiume le separava e Asdubale mandò osservatori al fiume dove i Romani attingevano acqua per avere qualche prigioiero <<Misit ad flumen unde aquabatur>>. (E.L.). Fra Senugallia e il Metauro c'è solo il Cesano; quindi presso questo fiume erano gli accampamenti. Per evitare la battaglia Asdubale decise di ritirarsi al di là del Metauro. <<His anxius curis extintis inibus vigilia prima dato signo ut tacitio vasa colligerent, signa ferri iussit>>. (T.L.)   L'esercito si mise in cammino alle prime tenebre di sera <<Itaque militibibus itinere denintiato, noctu descessit>> e si affidò a due guide per passare il Metauro, ma le giude lo tradirono: <<... alter in destinato iam ante animo latebris subsevit, alter per vada nota Metaurum flumen tranavit>>. ( T.L.) dopo aver camminato per 8 km su lastrada gallica , giunto in localtà ora della Madonna del Divin Amore , per inganno delle guide, l'esercito fu sviato dalla strada del guado di S' Angelo e fu abbandonato in mezzo ai campi nel buio della notte << illunem nacti per rura tacentia noctem accelerant >> Silio Italico- lib. XI pag. 322.<<...ita desertum ab ducibus, agmen primo per agros palatur>>( T. L.).Asdrubale abbandonato dalle guide ,fece rallentare il cammino e comandò di discendere il fiume, ove trovare un passo alla prima luce del giorno.Tiraboschi assicura che sono scesi al fiume << là dove ora è il molino di <<Cerbara>>  camminando per 5 km, in mezzo ai campi.Nel buio della notte illune, in mezzo ai campi, alcuni disertarono,<< ...fessique aliquot somno ac vigiliis sternunt corpora passim atque infrequentia  relinquunt signa >>.(T. L.)il fiume non è guadabile per le paludi e poi per le ripe alte. << Ille per loca palustria ripasque fluminis vada carentis cum errore abiens non multum processit >>. (Appiano, de bello Hann. 52).Per circa 8km camminarono lungo il fiume senza trovare un guado.<<Sed cum quantum mare  abscedebat, tanto altioribus coercentibus amnem ripis non invenerit vada ripa fluminis signa ferri iubet et per tortuosiamnis sinus   flexusque cum errorem  volvens haud  multum processisset>> (T. L). In questa curva, anzi in questa grande sacca, Asdrubale  fu raggiunto dai Romani:<<...diem terendo spatium dedit ad insequendum sese hosti>>. Questa sacca del Metauro è unica in tutto il suo corso da non lasciar alcun dubbio  che proprio qui ha perduto tempo e qui è stato raggiunto dai Romani, dove il Metauro gira le ripe sinuosamente e dopo un breve cerchio ( la sacca ) riporta le acque allo stesso punto, quando ancora  non  si trova segno di guado .<< Nam qua  curvatus sinuosis flexibus amnis - obliquat ripas , refluxuoque per aspera lapsu-- in sese   redit, hac, casso ducente labore - exiguum involvunt frustatis gressibus orbem -inque errore  viae tenebrarum munus adeptum ... e col favore delle ombre li aggira in breve spazio ricalcando le segnate orme; che dove si volge in curvi seni il fiume e le alte ripe schermo facendo al rigonfiar dell' onde , gli sforzano piegar per aspro colle ver se stesso tornando...(Silio Italico ,lib.XV.p. 322). Asdrubale vistosi raggiunto dai   Romani non pensò più alla ricerca del guado  per evitare la battaglia ,ma fece arrestare il cammino  per mettere l'esercito su la difesa sopra il monticello presso le ripe del fiume.<<...et iam omisso  itinere, quod fugae simile erat ,castra metari Poenus in tumolo supra fluminis ripam vellet, advenit Livius peditum omnibus copiis>>.(T.L.). Asdrubale si è mosso dal Cesano nell'oscurità alle nove di sera << Itaque militibus  itinere  denuntiato ,noctu descessit.>> Zanara) ; ma i Romani si sono mossi per inseguirlo solo  alla luce del giorno seguente. << Id consules ex tumultu suspicati, non tamen propter tenebras se statim   commoverunt, sed sub auroram equitibus ed eum persequendum  praemissis, ipsi subsecuti.>> E Appiano ha scritto:<< sub primam lucem romani palatos et vigiliis laboreque fessos adsecuti, dum in ordine eunt illi,aciemque adhuc instruunt, pleroque cum suis ducibus interfecerunt>>. La cavalleria romana  ha raggiunto il nemico al levar del sole, poi sono venuti i veliti  e quindi il console Livio con tutte le fanterie .<< Ad  conserendum  extemplo proelium instructis armatisque sed  ubi omnes  copias  coniunxerunt directaque acies est>>.T.L. La sinistra cartaginese era tenuta dai Galli; i Liguri erano al centro e gli Spagnoli tenevano la destra.La sinistra romana era comandata dal console Livio, la destra dal console C. Nerone e al centro fu posto il pretore  Lucio Porzio Licinio. La sinstra cartaginese tenuta dai Galli era difesa da un colle che si avanzava nel piano, il quale per natura sua impediva l'assalto di fronte e di fianco.<< dextera omnis acies extra proelium eminens cessabat...Gallos prominens collis tegebat>>.T.L. Claudio Nerone non potendo far nulla contro i Galli , prese una schiera dei suoi più forti e tentò di aggirare la destra nemica .Per prendere il nemico di fianco non passò dietro altri colli, ma alle spalle dei combattenti, sui margini della battaglia<< post aciem >> e di propria iniziativa all'impensata di tutti.<<etiam suis inopinantibus>>.  In poche ore si sono decise le sorti della battaglia.<<Et iam diei meridiem erat sitisque et calor hiantes coedendos capiendosque praebebat... Quinquaginta sex milia hostium occisa, capta quinque milia et quadringenti...octo ferme milia Romanorum sociorumque occisa... quin supersint aliqui nuntiiet hostium cladis  et nostrae virtutis>. T. L. A mezzzogiorno la sorte di Cartagine  era fatalmente segnata: Asdrubale era ucciso e l'esercito annientato. La battaglia era avvenuta sopra un colle su le ripe del fiume e il massacro dei Cartaginesi sul fiume stesso.<< Iamque per extensos alterna strage virorum corpora fusa iacent campos demersaque in undam iunxerunt cumulo crescente cadavera ripas>>. Silvio Italico)Il cumulo dei morti nell'alveo del fiume era tanto, da congiungere le sponde opposte e le acque rosseggiavano di sangue. <<...improbus ut rubeat barchina clade Metaurum>>.( S.Appolinare  Sidonio ) La lotta, la resistenza cartaginese si è mantenuta  per più ore. Se la battaglia fu decisa in favore dei Romani prima di mezzogiorno, deve aver avuto inizio verso le 8. Prima dello scontro si sono ordinate le schiere dei combattenti;quindi il console Livio ha dovuto trovarsi  al colle della battaglia prima delle 7.  Le fanterie romane si sono mosse dagli accampamenti sul Cesano alla  prima luce del giorno, circa le ore 3, e sono giunte al colle del combattimento prima delle ore 7, ricoprendo la distanza dal Cesano al colle in 4 ore. Un esercito che cammina in ordine di battaglia sapendo  di avere innanzi a sè un nemico audacissimo e terribile, non può fare più di 4 km orari. Quindi la massima distanza fra il Cesano e il colle glorioso non può essere  superiore ai I6 km. e solo su questo raggio si può trovare il colle. A questa precisa distanza dagli  accampamenti sul Cesano, sopra la più grande curva del Metauro, ove << in sese redit>> e prima del guado di Serrungarina si trova il colle dei Rossi, che ha tutte le caratteristiche del colle liviano. Su questo colle si trovano moltissime tombe e ossari, tanto che la chiesina che ivi si trova è detta<< S. Oliviero ad tumbas>> come è scritto nella sala delle carte  geografiche in Vaticano. Per contrastare, per negare che il colle dei Rossi sia stato teatro della grande battaglia, è necessario annientare la storia,è necessario provare che << smettere il cammino>> di Tito  Livio e << sostare la fuga >>  di Silio I. significa correre, anzi << accentuare la fuga per più ore >>, ma ciò è assurdo. E' dunque provato che im monte dei Rossi fu teatro della Battaglia del Metauro.  Prof. Gherardo Rossi

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Aggiornato il: 16 April 2008