CENTRO TERRITORIALE MISTO PER L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA

DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

AMBITO TERRITORIALE N°7

Via Marconi 1/3 Calcinelli di Saltara 61030 (PU)

Tel. e fax 0721/892271

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PROTOCOLLO D’INTESA

TRA

LE SCUOLE DELL’AMBITO TERRITORIALE SOCIALE N. 7

I COMUNI DELL’AMBITO TERRITORIALE SOCIALE N. 7

L’A.S.U.R. - ZONA TERRITORIALE N. 3 DI FANO

PER

L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI.

 

 

 

PREMESSO

 

che la Legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assistenza, l’integrazione sociale ed i diritti delle persone diversamente abili impegna la Pubblica amministrazione ad attivare ogni possibile intervento volto a garantire il diritto delle medesime al pieno rispetto della dignità umana, della libertà e dell’autonomia ed alla loro piena integrazione nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società;

 

che l’art.13 della suddetta Legge recita che l’integrazione scolastica si realizza attraverso la programmazione coordinata dei servizi scolastici con quelli sanitari, socio-ambientali, culturali, ricreativi, sportivi e che l’integrazione dei servizi è quindi condizione imprescindibile per la promozione di iniziative atte a favorire l’orientamento scolastico e professionale;

 

che, con nota dell’Ufficio scolastico regionale, datata 17 settembre 2003, protocollo n.11948/A36, è stato costituito il Centro territoriale per l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, affidandone la gestione all’Istituto comprensivo “Giacomo Leopardi” di Saltara;

 

che le Scuole dell’Ambito territoriale sociale n. 7 hanno stipulato un accordo di rete, datato 20 novembre 2003, protocollo n. 7228/B1, ai sensi dell’art. 7, comma 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, per l’attivazione ed il coordinamento del Centro territoriale per l’integrazione degli alunni diversamente abili;

 

 

VISTI

 

l’Accordo di programma, datato 23 dicembre 2003, protocollo n. 26544,  stipulato dalle Scuole con i Comuni dell’Ambito territoriale sociale n. 7 e con l’Azienda sanitaria locale n. 3 di Fano per la realizzazione di un Centro territoriale di documentazione e informazione handicap (C.D.I.H. - Centro satellite rete provinciale);

 

la Delibera della Giunta regionale delle Marche 12 dicembre 1995, n. 3410, avente per oggetto: “LR. n. 24/80 – L. n. 104/92 art. 12 comma 5 e 6 – D.P.R. 24.02.94 – atto di coordinamento relativo ai compiti delle UU.SS.LL. in materia di alunni in situazione di handicap”;

 

 

CONSIDERATO

 

che, nell’Ambito territoriale sociale n. 7, si intende favorire l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili anche attraverso una programmazione coordinata degli interventi scolastici e socio-sanitari;

 

 

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO

 

tra i legali rappresentanti:

-        delle Scuole dell’Ambito territoriale sociale n. 7: ISC “G.Leopardi” di Saltara, ISC “M.Polo” di Cartoceto, ISC “A.Bucci di Montefelcino, ISC “F.lli Mercantini” di Fossombrone, D.D. di Fossombrone, Polo Scolastico Superiore “L.Donati” di Fossombrone;

-        dei Comuni dell’Ambito territoriale sociale n. 7: Cartoceto, Fossombrone, Isola del Piano, Montefelcino, Montemaggiore, Saltara, Sant’Ippolito, Serrungarina;

-        dell’Azienda sanitaria unica regionale, zona territoriale n. 3 di Fano: Dott.ssa Vera Stoppioni, responsabile U.M.E.E., Dott.ssa Graziella Giorgetti, responsabile coordinamento adulti e minori disabili integrazione socio-sanitaria, Dott.ssa Giuliana Rossi, coordinamento area sociale U.M.E.E.;

 

 

SI CONVIENE e SI STIPULA QUANTO SEGUE:

 

 

Art. 1

Rilascio dell’Individuazione/Attestazione di handicap e stesura della Diagnosi funzionale

 

In seguito a richiesta della famiglia, l’alunno viene sottoposto ad osservazione clinica e relativa valutazione per l’eventuale rilascio dell’Individuazione/Attestazione di handicap e della Diagnosi clinica e funzionale da parte del competente Servizio dell’Azienda sanitaria unica regionale. La suddetta certificazione viene rilasciata alla famiglia che provvede a consegnarla alla Scuola.

La Diagnosi funzionale deve essere prodotta nei tempi utili, possibilmente entro il 15 febbraio, al fine di consentire alle Istituzioni scolastiche di richiedere i posti di sostegno al competente Centro servizi amministrativi.

La Diagnosi funzionale deve riportare specificazioni chiare e dettagliate relative alle compromissioni funzionali dello stato psico-fisico dell’alunno, nonché l’indicazione della gravità e della tipologia di disabilità. Quanto sopra anche al fine di corredare adeguatamente le eventuali richieste di deroghe al numero dei posti per le attività di sostegno.

La Diagnosi funzionale viene aggiornata allorquando se ne ravvisano i presupposti e, comunque, viene rinnovata ad ogni passaggio di ordine o grado scolastico dell’alunno.

 

 

Art. 2

 Costituzione del Gruppo di lavoro operativo

 

Per ogni alunno diversamente abile iscritto presso le Istituzioni scolastiche, opera collegialmente un gruppo di lavoro interprofessionale, denominato Gruppo di lavoro operativo.

Esso è costituito dal Dirigente scolastico (o suo delegato), dal Consiglio di classe (o, in sua rappresentanza, da uno o più insegnanti curricolari e dall’insegnante di sostegno), dagli operatori psico-socio-sanitari dell’Unità multidisciplinare dell’età evolutiva referenti per il caso, dai genitori dell’alunno (o dagli esercenti la potestà parentale).

Inoltre, partecipano ai lavori del Gruppo gli eventuali operatori educativi-assistenziali e/o tecnici del Comune e tutte le altre figure istituzionali e professionali di interesse per l’alunno.

Il Gruppo di lavoro operativo provvede alla stesura e all’aggiornamento del Profilo dinamico funzionale e alla stesura e alla verifica del Piano educativo individualizzato. A tal fine, il Gruppo si riunisce in date prestabilite secondo il calendario concordato con le modalità di cui al successivo art. 6.

 

 

Art. 3

Stesura del Profilo dinamico funzionale

 

Il Gruppo di lavoro operativo provvede alla stesura del Profilo dinamico funzionale entro sei mesi dall’inizio dell’anno scolastico.

Il Profilo dinamico funzionale viene aggiornato ad ogni passaggio di ordine o grado scolastico dell’alunno e, inoltre, nella classe seconda della Scuola primaria e nella classe seconda (per i licei e gli istituti tecnici) o terza (per gli istituti professionali) degli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

 

 

Art. 4

Stesura del Piano educativo individualizzato

 

Tra il 1° ottobre e il 20 dicembre di ogni anno scolastico, il Gruppo di lavoro operativo provvede alla stesura del Piano educativo individualizzato, con precedenza per gli alunni in ingresso nelle singole scuole.

La verifica del piano educativo individualizzato viene effettuata, di norma, nei mesi di aprile - maggio – giugno dal medesimo Gruppo che lo ha formulato e sottoscritto.

In tale occasione, qualora se ne ravvisino i presupposti, si predispone opportuna documentazione finalizzata alle richieste di deroghe, per l’anno scolastico successivo, al numero di posti per le attività di sostegno e dell’operatore dell’integrazione scolastica ( art. 14 Legge Regionale 18/96 e successive modifiche ).

Si adottano altresì decisioni condivise relative all’interruzione dell’intervento individualizzato.

 

 

Art. 5

Conoscenza degli alunni diversamente abili

in ingresso nei diversi ordini e gradi scolastici e nei passaggi

 

Per favorire il primo inserimento dell’alunno diversamente abile nei diversi ordini e gradi di scuola, il Dirigente della Scuola di uscita e il referente dell’Unità multidisciplinare dell’età evolutiva del Distretto o Presidio sanitario di competenza promuovono un incontro, da svolgersi entro il 30 giugno dell’anno scolastico precedente al nuovo ingresso, finalizzato alla predisposizione di un progetto integrato di accoglienza.

All’incontro partecipano il Dirigente scolastico e/o un docente della Scuola frequentata, il Dirigente scolastico e/o un docente della Scuola di nuova iscrizione, un rappresentante dell’Unità multidisciplinare dell’età evolutiva, i genitori dell’alunno e, eventualmente, un rappresentante dei Servizi sociali del Comune di residenza dell’alunno.

 

 

Art. 6

Programmazione degli incontri

 

All’inizio dell’anno scolastico e comunque entro e non oltre il 15 settembre, i Dirigenti scolastici segnalano ai referenti delle Unità multidisciplinari dell’età evolutiva dei Distretti e Presidi sanitari di competenza, i nominativi degli alunni diversamente abili iscritti e frequentanti le singole classi, al fine di concordare le date degli incontri del Gruppo di lavoro operativo per l’anno scolastico in corso; gli incontri dovranno essere fissati, di norma, con almeno 30 giorni di anticipo.

La Scuola provvede ad inviare comunicazione scritta ai diversi componenti del Gruppo di lavoro operativo.


Art. 7

Interventi dei Comuni

 

In occasione della stesura del Piano educativo individualizzato, il Gruppo di lavoro operativo individua gli eventuali interventi di assistenza e ne quantifica l’entità oraria. La famiglia provvede a farne richiesta al Comune di residenza.

I Comuni, nell’ambito delle proprie competenze, provvedono a fornire l’assistenza scolastica per l'autonomia, la socializzazione, la comunicazione,  l’assistenza domiciliare educativa e l’eventuale tutor per le sperimentazioni di Scuola-Lavoro ( stages formativi di cui all’art. 14 della Legge 18/96 ).

Le Istituzioni scolastiche inviano a ciascun Comune interessato un modulo riepilogativo degli interventi di assistenza richiesti.

Al fine della programmazione degli interventi, nel mese di giugno, presso ogni Comune, si svolge un incontro a cui partecipano un rappresentante dei Servizi sociali del Comune medesimo, un rappresentante dell’Unità multidisciplinare dell’età evolutiva territorialmente competente e un rappresentante di ciascuna Istituzione scolastica presso cui sono iscritti gli alunni per i quali si richiedono al Comune interventi di assistenza.

 

 

Art. 8

Modulistica

 

Per la stesura del Profilo dinamico funzionale (art. 3) e del Piano educativo individualizzato (art. 4), nonché per la programmazione degli incontri (art. 6) e la comunicazione ai Comuni (art. 7), si utilizza apposita modulistica condivisa.

Prima delle date fissate per gli incontri, è compito del docente di sostegno riportare nei moduli i dati anagrafici dell’allievo e le informazioni di pertinenza.

La documentazione verrà acquisita in originale agli atti dell’Istituzione scolastiche, mentre sarà trasmessa in copia all’Unità multidisciplinare dell’età evolutiva e alla famiglia dell’alunno.

Sarà compito della Scuola seguire la famiglia dell’alunno diversamente abile nei passaggi tra i diversi segmenti del percorso formativo, trasmettendo a chi di competenza la documentazione di rito.

 

 

Art. 9

Istituti d’istruzione secondaria di secondo grado

 

Con riferimento all’integrazione scolastica e sociale degli alunni diversamente abili iscritti agli Istituti d’istruzione secondaria di secondo grado, al fine di predisporre eventuali percorsi misti istruzione-formazione o di alternanza scuola-lavoro, e al fine di gestire l’uscita dal contesto scolastico con la predisposizione di un progetto di vita formativo e/o lavorativo, si provvederà ad integrare il presente Protocollo con ulteriori intese tra le Istituzioni scolastiche, l’Unità multidisciplinare dell’età adulta ed evolutiva e i Servizi della Provincia referenti per la formazione professionale e le politiche del lavoro.

FATTO, LETTO E SOTTOSCRITTO

DALLE PARTI IN SEGNO DI ACCETTAZIONE

 

 

Il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “M. Polo” di Cartoceto ..........................................................

 

Il Dirigente del Polo Scolastico Superiore “L. Donati” di Fossombrone ..........................................

 

Il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “F.lli Mercantini” di Fossombrone ........................................

 

Il Dirigente della Direzione Didattica di Fossombrone ....................................................................

 

Il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “A. Bucci” di Montefelcino ....................................................

 

Il Dirigente dell’Istituto Comprensivo “G. Leopardi” di Saltara ........................................................

 

Il Sindaco del Comune di Cartoceto ...............................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Fossombrone .........................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Isola del Piano .......................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Montefelcino ..........................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Montemaggiore M. .................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Saltara ...................................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Sant’Ippolito ...........................................................................................

 

Il Sindaco del Comune di Serrungarina ..........................................................................................

 

Il Direttore della Zona Territoriale n. 3 di Fano – A.S.U.R...............................................................

 

Il Rappresentante dei genitori ……………………………………………………………………………

 

 

lì, ........................................